Facciamo un indiretto? Avere 15 anni su Twitter.

Twitter è cambiato e cambia ogni giorno.
Nonostante il famoso limite di 140 caratteri è un social network che lascia sempre spazio a un sacco di creatività e fantasia: in tutti i sensi.
Mi rendo sempre più conto di tutto questo quando controllo in giorni apparentemente tranquilli i Trending Topic in Italia e inizio a sentirmi vecchia, notando che la novità del giorno per esempio non sono più le liti fra Directioners e Beliebers (ormai acqua passata, direte voi, e avete ragione), o perlomeno non solo quelle.

Ecco quindi il caso di ieri sera (24 luglio 2014) e di un Trending Topic diverso dal solito.

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Digital Strategy: un corso per tornare alle origini e capire le forme del nuovo paesaggio digitale

D come Digital Landscape

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Sono ormai alcuni anni che mi occupo di comunicazione digitale, principalmente come social media manager, digital pr specialist e nella parte strategica e di pianificazione di progetti organizzati su diversi canali.

Alcuni mesi fa ho conosciuto Marina Calcagno Baldini, Matteo Valsasina e il mondo di StartMiUp a Milano. Conoscevo già il progetto e sono stata felice di iniziare con loro nel nuovo percorso di offerta formativa che stanno proponendo. Il primo passo – con cui contribuirò personalmente – sarà il Corso di Digital Strategy: Torniamo alle origini.

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L’odore della notte

«Sì, a seconda dell’ora la notte cangia odore.»

 

Ci sono cose che accadono poche volte durante l’anno.
Io, l’odore della notte, lo sento sempre alla fine dell’inverno, quando iniziano ad alzarsi le temperature, e alla fine dell’estate, quando in agosto iniziano a esserci le notti fredde.

Un paio di mesi fa, a metà gennaio, ho avuto uno dei primi ‘momenti’ di quest’anno.
È difficile da spiegare.

Alcune sere, quando inizia la notte, non c’è più il sole e c’è silenzio – questo è importante: ci deve essere silenzio – se passeggio per strada e mi fermo a osservare le cose sento l’odore della notte.
È l’odore di un sacco di cose e lo senti a metà del naso e nel palato. È l’odore dell’aria fredda e di quello che è successo durante tutta una giornata in un quartiere. E cambia in base a un sacco di variabili.

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Nel tratto di strada che faccio fra l’ufficio e casa, la sera, verso le sette, costeggio per circa dieci minuti l’Iveco di Brescia (è gigantesca e producono autocarri, immagino che questa informazione vi cambierà la vita) e mi è capitato di sentire più di una volta, chiaramente, l’odore di saldatura, di metallo fuso e saldato.
Non vi è mai capitato da piccoli di assistere a qualcuno che saldava due pezzi di ferro? È un misto di zolfo e odore generico di bruciato.

Alla fine dell’inverno l’odore della notte fa capolino in mezzo agli alberi che stanno mettendo le prime foglie verdi e si trasforma in una previsione del tempo. Come quando sai, sei sicuro, che ci sia aria di neve, io so che c’è aria di una giornata di sole in arrivo.

In agosto, in campagna, dalle mie parti – in bassa bresciana – di notte fa freddo. C’è proprio umido e freddino. E la notte sa di terra. Sa di terra bagnata e smossa. Di sassi presi in mano che hanno un lato caldo e asciutto e l’altro freddo e umido di terreno, sa di quello strato di polvere di terriccio che vi rimane sulle unghie quando rinvasate una pianta.

Poi, quando ci sono molte stelle, la notte sa di buio.

Anche il buio ha un’odore, è quello che arriva tardi: verso le quattro del mattino.
Quando puoi, e vuoi essere veramente solo.
Quando la notte è l’unica cosa che c’è intorno e sa che ha poco tempo: perché nel momento in cui tu chiudi gli occhi, ti liberi di una persona, credi nei miracoli, riconosci una costellazione o ti prendi le ginocchia fra le mani, arriva l’alba.

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Nota a lato
La citazione iniziale del post è presa da “L’odore della notte” di Camilleri.

Adoro i racconti su Montalbano. Non tanto i film, le storie o le trame intricate e gialli.
Mi piace il personaggio del commissario che potrebbe vivere da solo, sopravvivendo solo di mare, spiaggia, arancini e caponata di verdure.
Senza nulla di più al mondo.

Ho iniziato a leggere Montalbano alle medie: ho il ricordo nitido dell’inizio di un’estate, abbastanza afosa, e dei dopo pranzo passati sdraiata in cameretta con l’edizione de “Gli Arancini di Montalbano”, edito da Mondadori.
Con la copertina tutta arancio.

E ho anche un po’ il ricordo, e la consapevolezza, che Montalbano fosse e sarà sempre come Superquark.

Incontrarsi a cena è molto meglio che organizzare un meeting

C come Cucina 2.0

Se dovessi elencare gli interessi che difficilmente perdo, anche nei momenti più carichi a livello lavorativo durante l’anno, dovrei ammettere che la passione per l’atto del cucinare – proprio l’idea di smettere di fare altre cose e iniziare a preparare cibo fra padelle e forno – merita sempre uno dei primi posti in classifica. Anche per questa motivazione sono stata molto felice, alcuni mesi fa, di partecipare a un evento sulla Cucina 2.0 come esempio in carne ed ossa del progetto Girl Geek Dinners Brescia.

È arrivata quindi l’ora di condividere con voi le immagini che mi hanno scattato Mariachiara e Fabrizio all’evento Storie di Cucina 2.0: quando la passione per il cibo diventa una startup e un paio di appunti: meglio tardi che mai.

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Il blog di Bianca Ferrari