Ultranoia

Treno che vai stazione che trovi

Tanto ormai con le stazioni ho un buon rapporto. Tranne con quella di Brescia quando c’è la nebbia al binario 7. E’ un incubo! Sei dissociato dal mondo, e la coltre attraversa tutto e tutti da parte a parte. Questa (nella foto) è quella di Brescia, in un momento in cui ha una bellissima luminosità, tipo neorealsimo… sarà l’atmosfera da architettura un pò anni ’30 (un po’ fascista…).
Sono state dette un sacco di cose sulle stazioni, come luoghi atipici o come non luoghi o come posti strani e ognuno ha una sua visione e un suo racconto a proposito. D’estate (ma tipo ad agosto) quando tutti sono in vacanza, è bello stare nelle stazioni con pochissima gente, penso che è così che ho colto l’idea dei binari che continuano fuori dalla stazione, chè un po’ una cosa stupida di per sè, però capita poche volte di immaginare quanto sono lunghi i binari e da dove partono e come fanno ad arrivare fino in stazione. I binari, non il treno.

Il treno per me è una cosa diversa, dal treno si guarda fuori. E oggi avevo una visuale eccezionale, quella con gli occhiali nuovi: filtro caldo seppia aranciato. Il cielo in questo modo diventa automaticamente turchese, e le nuvole assolutamente bianche. I prati danno il loro meglio e se becchi il momento quando è appena, appena iniziato il tramonto tutti i riflessi aumentano, perchè rilevi un sacco di arancio e quel tocco di rosa che coi tramonti ci va a braccetto. Poi ci aggiungi un po’ di sonno, una giornata al suo termine e Conor Oberts che ti canta If Winter Ends…  however brief…..it was beautiful