Diario

Casa nuova, Università nuova

Sabato mattina è decisamente troppo presto per avere un impatto simpatico con le problematiche della linea Milano-Venezia.
Comunque: arrivo a casa e la sera festicciola: nuovi incontri, nuovo gruppo di persone. Capisco subito che il mio nuovo anno sarà più o meno (in) preda al Fumo passivo, ma in breve un sacco di cose vengono a galla. E si crea in poco tempo quell’insieme di realtà un po’ tipiche degli appartamenti stduenteschi. Persone di varie età e varie provenienze, un po’ tutta Italia e anche Francia e una cena a portata di palato e stomaco. Con la ragazza francese si parla in inglese, il che va contro il luogo comune delle problematiche linguistiche purtroppo affermato da precedenti casi (argh).
Menù: pizza fatta in casa (cipolle e patate, con sugo ai peperoni e olive alla calabrese, con tonno peperoncinio e capperi, con speck stracchino e pomodorini – la prima è buonissima dicono sia siciliana) e litri di sangria a base di lambrusco e spumante. La serata passa attraverso problematiche generazionali nei confronti dei futon Ikea fino a qualche passo di twist. In breve i Motel Connection hanno a meglio sulla serata ma la convergenza musicale non ha costanti: Ivan Segreto, Sud Sound System, Tinturia, Subsonica, The Beach Boys, Muse, Vinicio Capossela, Baustelle, Carmen Consoli.
Dopo un paio di giorni decido di sfruttare il fatto di avere un coinquilino sassofonista appassionato di jazz come fonte di approviggionamento musicale.

L’Università Statale di Milano è grande. Ci capito alla mattina del primo giorno di lezione dell’anno: gigante caos.
Il momento migliore è due studentesse di giurisprudenza che chiedono consiglio ad un libraio sui testi per un corso (al libraio? il primo giorno?) e con la pochette sotto braccio (dove ci stanno dieci dei testi che stanno guardando…) chiedono anche (sempre al libraio che a questo punto si è scritto in fronte tutorato con l’inchiostro simpatico) se qualcuno ha mai passato l’esame…!? Il luogo giusto al momento giusto.
La mia sede è molto più tranquilla e ultra moderna, ma lontano, molto lontano: via Noto è sperduta in confronto al resto della città. E dietro c’è perfino una cascina in rovina. Però al mattino inizio lezione a mezzogiorno e neanche tutti i giorni. Ciò è positivo. Molto.
I corsi mi aggradano particolarmente soprattutto Storia del Circo (sottotitolo: si quello con gli elefanti infatti il mio prof. è nipote di Moira Orfei – niente sarcasmo). E poi un sacco di cose che non ho fatto negli altri anni e adesso mi gingillo negli studi.
Sarà dura ma ad esempio oggi non mi sono persa in metro. Il che è positivo. Infatti ho scoperto che il mio, già eclettico, senso dell’orientamento sotto terra non prende.
Ah si, nota conclusiva: la custode del mio palazzo ha un gatto che pesa tipo 20 chili. Rotola in giro per l’atrio. Stamattina mi guardava scendere le scale con invidia.