Ultranoia

Very Low Freequency

Ma quante cavolo di cose sono successe? Giorni strani. Ci sarebbero tante cose da farvi sapere. Sto avendo evoluzioni. Forse.
Eppure condivido benissimo un Massimo Coppola (IlCerottoSullaBocca) che mi sono riletta un tre o quattro volte in queste due settimane.

“Non sarebbe meglio svegliarsi un mattino e cominciare da capo? Pensate a quanti libri, film, racconti personali iniziano così. […] Chissà è una di quelle cose talmente impossibili da essere quasi impensabili. Riesci a immaginare come potrebbe essere?”

Io non riesco a immaginarlo, ma ogni tanto ci penso a come dev’essere. E poi penso anche a come dev’essere se morissimo tutti. E questo è il low side dalla cosa. Very low side.
E poi penso che se rimanessi sotto le coperte 24 ore di seguito magari il mondo cambia e il domani è migliore. E poi esco dal letto alla 23esima ora capendo che ne ho appena buttate via 22 e 59 minuti.
Discorsi così. Di una sera tranquilla, di un periodo animato, di cose belle e cose brutte, di tanti piccoli tasselli ancora da riordinare.
Per primo il mio orologio vitale: devo assolutamente ritrovare un tempo giornaliero che renda possibile finestre utili e futili contemporanemente, spreco continuamente minuti. Attimi. Gocce.

Intanto poi faccio scelte, tipo quella di passare una fine settimana a casuccia (mi sa in una pesante coltre di nebbia) e tutti i fine settimana ci sarebbe qualcosa da fare. Tipo se voi non sapete cosa fare questo weekend, andate al Bicycle Film Festival, alternative side della cinematografia per gli amanti del pedale e della ruota.

Voglio giorni di 50 ore. E stomaci che non reclamino cibo.