Social Media

Come far lievitare un #twitpanettone

Il mondo dei foodies è da sempre un settore molto specifico dove si può percepire, più che in altri, in un modo davvero tattile l’interesse di ogni singolo partecipante alle attività che vengono proposte e svolte in luogo e online.

Fino ad ora, con uno sguardo un po’ dall’esterno ho notato nell’ultimo anno una passione fervida e un passaggio di informazioni attraverso social network, con vere e proprie conversazioni e iniziative grazie soprattutto a Twitter, soprattutto nell’ambito enologico. A conferma di questo vi invito a leggere questo post di Alessandra Manzoni su Chef di Cucina, dove trovate un risssunto delle iniziative principali e una delle ultime in particolare, ovvero la lista dei #tutor per i vari territori e vitigni.

Da qualche giorno si è attivato anche un nuovo progetto che si chiama #twitpanettone. A farla da padrone quindi l’uso degli hashtag come aggregazione di tweets su un argomento.

logo twitpanettone

Un gruppo di appassionati (fra cui nomino @diwinetaste che mi ha gentilmente invitato a partecipare alla discussione) ha creato in pochi giorni grazie a Tumblr e alcuni altri strumenti di condivisione, un sistema per condividere informazioni sulla ricetta del panettone decidendo di crearlo in modo collaborativo, secondo la metodologia di produzione artigianale e con riferimento alle origini del dolce, partendo dal lievito madre fino ai canditi.

Attualmente potete seguire la discussione su Twitter e commentare o visionare l’avanzamento della ricetta sul Tumblr dedicato. E’ stato creato un logo (che vedete nell’immagine qui sopra) e la partecipazione aperta a qualsiasi interessato avviene non solo per la disponibilità dal punto di vista umano, ma anche per l’accessibilità degli strumenti utlizzati.

Ad esempio su Tumblr è stato utilizzato come strumento per i commenti Disqus che permette in modo molto semplice:

– un tracking delle condivisioni online sui social network (retweet, sharing, etc…)

– la possibilità di loggarsi per lasciare un commento grazie alla profilazione già presente un social network o con Open ID, senza quindi dover fare una successiva registrazione

Come già noto l’annotazione della conversazione che avviene su Twitter con un hashtag permette di avere una sorta di archivio, e un salvataggio della ricerca fatta per uno storico del discorso nel momento in cui una persona non dovesse essere costantemente online.

Dalla mia, posso dire che spero un numero di persone di giorno in giorno sempre più ampio si possa avvicinare a progetti come questo. Oppure che il progetto stesso, al suo termine on in medias res, possa condividere – eventualmente con strumenti o su piattaforme più tradizionali –  il valore aggiunto di informazioni che sono state raccolte. La partecipazione e l’interesse del singolo con il punto di vista di esperti è un patrimonio che dovrebbe arrivare anche a chi si trova ancora lontano da questi strumenti. Venga esso fatto per sottolineare l’importanza di vitigni, terroir e tipicità di vini poco conosciuti o apprezzati, oppure come in questo caso per avvicinarsi davvero al fine procedimento produttivo del panettone secondo il metodo artigianale e la ricetta originale.