Case Study

L’altra faccia dei film. See Film Differently

Esistono grandi brand che si possono permettere, e decidono, di promuovere iniziative spesso completamente distaccate dal loro main business. Non parlo di sovvenzionare o promuovere azioni di solidarietà ma di partire da una analisi dell’audience che hanno e creare qualcosa che sia già negli interessi principali di queste persone.

Sarebbe ottimistico pensare che la maggior parte dei dati che un’azienda può dedurre venga investita con questa ottica, perché di fatto non è sempre così. Ennesima creatività da parte di VolksWagen UK: Seeing Film Differently.

Prendere in considerazione alcuni dei lungometraggi più famosi della storia del grande schermo e puntare l’occhio della cinepresa sulla location. Il mash up concettuale che ne consegue è l’interessamento da parte di una folta schiera di cinefili per scovare dove – esattamente – siano state girate scene di famosi film e insieme partecipare ad eventi esclusivi con la proiezione di classici intramontabili come Ghostbusters o An American Werewolf in London.

Le due grandi forze di questo progetto sono il fatto di essere un’attività con una nicchia di interesse abbastanza specifica e di aver realizzato degli ads di lancio del progetto veramente accattivanti sia in formato video (ad esempio quello che inserito in questo post) che stampa: in particolare per la stampa è stato deciso di proporre i documenti di contestazione amichevole che vengono redatti durante un incidente, con relazione a famosi incidenti automobilistici di film oppure location in forma grafica con i soli oggetti caratterizzanti.

Oltre ad una ovvia integrazione con i social media, il sito dell’iniziativa dispone di:

mappa personalizzata con le location che vengono prese in considerazione volta per volta, sfruttando semplicemente l’api di Google Maps
– approfondimenti tematici (esempio) grazie alla collaborazione con due community inglesi e con un network di cinema indipendenti londinesi

In realtà però ci sono molte potenzialità che non sono state sfruttate. Manca un’attenzione alle integrazioni con la pagina Facebook (riporta semplicemente gli eventi e pochissime immagini riguardo i primi eventi), non c’è un link ad un canale YouTube dal main site e infatti io l’ho rintracciato grazie a questo articolo di I Believe in Adv (e individuato solo dopo aver visionato numerose pagine per arrivare ai famosi ads video), inoltre non ci sono attività di possibile personalizzazione delle caratteristiche dei film nelle location. Il concept creativo degli ads ha la forza di rendere popolare, di evidenziare quella sorta di feticismo che esiste nell’immedesimazione fisica in un film nel momento in cui ci si trova nell’esatta location in cui è stato girato, perché non sfruttare ulteriormente questa linea di pensiero con dei tools da poter condividere nei propri blog o sui principali social network?

Probabilmente questo è uno dei casi dove si percepisce più l’attaccamento ad un metodo ‘classico’ di creazione di adv e di gestione della creatività in grosse agenzie internazionali (in questo caso DDB) e capire come si orientano nella gestione dell’interazione fra online e offline.