Ultranoia

Fantasmi e ricordi

Vi capita tutti i giorni di passare davanti ad un casa. Probabilmente per più di vent’anni avete fatto gli stessi percorsi. In strada, con i mezzi pubblici, il sabato pomeriggio per andare al vostro supermercato di fiducia. Quando eravate piccoli vi ricordate il cortile di scuola oppure il colore di un edificio a cui era legata una storia particolare, magari di morte o fantasmi.

Ci sono due edifici a Calvisano, gemelli. Edificati praticamente nello stesso modo. Si tratta di case popolari, condomini, quelli modello anni cinquanta: bassi e due appartamenti familiari per piano. Quando ero piccola ci passavo per via di parenti che abitavano lì. Era strano negli anni novanta vedere i ciottolati di pietra, edera sugli alberi e quei colori un po’ marroni delle case mai ridipinte perché alla fine nessuno lo fa.

Quando si saliva dalla scala c’era il tipico odore delle case abitate dagli anziani: i pranzo cucinati alle nove del mattino, la polvere sulle scale, i gradini al buio e la graniglia segnata da anni di cera per pavimenti.

Sembra un epitaffio, ma in realtà la casa è ancora lì. Però l’altro giorno hanno tolto i due grandi alberi davanti nel giardino. E qualcosa è cambiato. Come se si fossero presi la briga di spogliarla. Non sono legata con sapore nostalgico ai luoghi, sono solo una persona che presta attenzione ai ricordi perché ha la fortuna di tenerli a mente. Ma ad ogni modo quando si fanno queste scelte sono sempre lì a chiedermi un po’ il perché.