Diario

Luca Barcellona

Sono un po’ in ritardo? Poco: la personale di Luca Barcellona presso Mauro Bolognesi è stata aperta fino al 28 febbraio scorso. Ma in ogni caso si tratta di un argomento che mi ha sempre interessato quindi un paio di scatti fatti all’esposizione delle opere e due considerazioni.

 

 

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Innanzitutto il luogo scelto: un piccolo atelier con alcuni oggetti di artigianato e altre opere, fotografie o sculture. Un vero e proprio Kindergarten come recita l’ultima parola dell’acronimo MBK che lo definisce. L’atmosfera, in uno scorcio un po’ nascosto in Ripa di Porta Ticinese, è quella di un piccolo regno dove dimenticarsi del resto del mondo e scoprire cosa sia accaduto ad ogni singolo oggetto prima che arrivasse lì. Alcuni mappamondi appesi al soffitto, il colore del legno delle sedie, il responsabile seduto dieto ad una scrivania che è pronto a parlare del più e del meno.

E poi ci sono le opere di Luca Barcellona. Che io ho scoperto come calligrafo, non come writer perché interessata ad una delle sue caratteristiche che più mi affascinano: la perfezione del dettaglio e della linea. Non mi diletto di calligrafia ma ho sempre visto pennini e pergamene per casa, e da curiosa appassionata di graphic design vedere come sia in grado di manipolare e gestire il lettering, adattarlo a forme diverse e mantenerlo in forme precise è davvero fantastico.

Non perdetevi il suo portfolio su Flickr

 

  • forse ti interessa: sai che ha fatto un featuring con i minnie’s?

  • Eh ma se ogni volta cambia nome :D
    Scherzi a parte me l’ero perso, da dire non è un gran pezzo…