Antropologia dei Media Social Media

Facciamo un indiretto? Avere 15 anni su Twitter.

Twitter è cambiato e cambia ogni giorno.
Nonostante il famoso limite di 140 caratteri è un social network che lascia sempre spazio a un sacco di creatività e fantasia: soprattutto se parliamo di teenager e della commistione di canali (per esempio: Whatsapp + Twitter + Instagram).
Mi rendo conto di tutto questo quando controllo i Trending Topic in Italia e inizio a sentirmi vecchia, notando che la novità del giorno per esempio non sono più le liti fra Directioners e Beliebers (ormai acqua passata, direte voi, e avete ragione), o perlomeno non solo quelle.

Come i teenager e le directioners usano twitter e whatsapp

Ecco quindi il caso di ieri sera (24 luglio 2014) e di un Trending Topic diverso dal solito.

Oltre all’affiatamento del popolo della rete per Jared Leto, all’uscita di un video una youtube star a me sconosciuta e del nuovo singolo di uno dei fratelli Jonas (tre ottime motivazioni per sbattere la testa contro il muro, scusate il punto di vista personale) noto un nome al decimo posto – Snuffy – e non capisco a cosa sia associato.

Con una breve ricerca su Twitter scopro che si tratta di una ragazza: @cvobain – con circa 3.000 follower – possiamo darle circa ’15 anni’.

Perché il suo nome è finito nei Trending Topic e ci è rimasto circa quattro ore?

Snuffy - Trending Topic - 24 luglio 2014

Perché ha iniziato a creare uno scambio di tweet simile a una catena di Sant’Antonio con due “giochi” che mi è capitato di vedere spesso negli ultimi mesi su Twitter: ‘Cita e rispondi’ e ‘L’indiretto’.
Ecco come funzionano.

Cita e rispondi

Si tratta di una domanda a caso che viene posta a tutti i follower con la ‘regola’ di fare copia e incolla per esteso di account mittente + domanda (cita) e aggiungere la risposta (rispondi) con una reply al tweet.

 

Non c’è una consuetudine chiara come per gli hashtag quando si fa il ‘cita e rispondi’: all’inizio pensavo che la mention dell’account mittente fosse un valore aggiunto, quindi sempre da inserire nelle risposte, invece questo dettaglio sparisce molto spesso.

Ognuno fa quello che gli pare.
E il passatempo è scrivere le domande e leggere le risposte.

twitter_cita_rispondi_esempi_2014
I motivi, se ci pensiamo, sono semplici:
1. fare copia e incolla velocemente con la selezione testo da mobile è molto più rapido e sul primo tweet non appare l’autore del tweet
2. togliere qualsiasi segno di punteggiatura permette di aver più spazio per la risposta

A questo punto il Twitter handle (inteso con nome utente in mention che porta alla pagina profilo) e perfino il nome account perdono di importanza rispetto a inserire il nome / nick riconoscibile della persona e ricopiare tutta la domanda.

I risultati sono:

  • un numero alto di preferiti e  RT (spesso viene richiesto di fare retweet in generale per lanciare il gioco) sul primo tweet
  • un thread infinito di singoli botta e risposta nidificati (la chiamiamo catena di Sant’Antonio?)

È divertente perché in molti casi comunque ci si limita a una risposta veloce, commento e basta. E Twitter va quindi a intercettare una singola parola – in questo caso il nickname della ragazza = “Snuffy” – come termine di tendenza (e non è un hashtag).

Questo il thread del ‘cita e rispondi di Snuffy’ di ieri sera:


 

L’Indiretto

Quando eravate alle medie vi è mai capitato di rispondere con una crocetta a un bigliettino della compagna di banco con il classico:

“Ti piace Luca?” 
[   ] si    [   ] no   [   ] forse

L’indiretto è molto simile  ma serve solo per ottenere follower, retweet e “voti”. Si parte da

  • unimmagine del profilo (indicata come screenshot o abbreviato screen, giustamente)
  • una lista di risposte multiple creata appositamente ad arte ( = preferenze positive per dire se piace o meno il profilo) con emoticon, punteggiatura e righe ordinate + a capo.

Il gioco parte subito: chi fa retweet o follow e chi sceglie e una delle risposte per commentare il profilo ottiene un followback = seguimi e ti seguo (aneddoto: non scrivevo followback dal 2009, fate voi).
In pratica: la scoperta dell’acqua calda.

Ecco una chiara spiegazione di come si faccia ” un indiretto” direttamente da Yahoo Answer (potremmo avere fonte migliore?).

twitter_indiretti_yahoo_answer
Questi due giochi vanno avanti su Twitter e su Whatsapp da almeno un anno e mezzo (se non di più) in diversi modi. Ho trovato anche ragazzi e ragazze che fanno riferimento all’idea di usare gruppi su Whatsapp per fare e organizzare indiretti e quindi aumentare la cerchia di amici “in differita”. Si tratta di uno dei fattori che porta a creare account ‘anonimi’ di teenager – senza una chiara identità  – ad avere in alcuni casi anche oltre 15.000 follower.

In questi giorni sto finendo di leggere “It’s Complicated” di Danah Boyd, e mi viene in mente di quando avevo io 16 anni e la mia (forse solo mia) maggiore destrezza nella gestione di un contenuto liquido e nel farlo passare da un canale all’altro era il passaggio dalla mail alla chat di C6 di Atlantide (Virgilio) o a ICQ. Voglio dire: parliamone.
E in ogni caso mi ero inventata un alter ego che rispecchiava la mia personalità (più o meno).

Ho letto recentemente due post sulle tendenze di utilizzo dei social media di teenager e #under20, con la caratteristica sempre più comune e a creare profili che è quasi possibile identificare, e spesso senza uniformità fra nome account e nickname.
Adolescenti che si muovono sempre più fuori dai social network generalisti verso applicazioni e ecosistemi di Instant Messaging, dove la velocità del messaggio e dell’utilizzo dei canali va di pari passo al desiderio non di conoscere altre persone ma di mettersi in risalto e guadagnare popolarità immediata (like, follower, cuori, faccine).

In questo articolo su Business Insider su come adolescenti e giovani usano Snapchat, uno dei ragazzi intervistati centra in pieno il punto:

“Sometimes it’s like a popularity contest. Like if you’re out at a party you would snap a big group of people and send it to someone and that’s supposed to say oh I’m with a lot of people.”

Che è poi quello che facciamo tutti sui social network.
Solo che i nativi digitali lo fanno più velocemente.