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Vivere a due velocità e prendere tempo per se stessi

Vivere a due velocità - scimmia in vetrina a stoccolma

Alcuni mesi fa mi è capitato di iniziare una conversazione con un’amica sulla velocità che sta assumendo il nostro lavoro. Ci sono un sacco di post che potete trovare su siti come 99u Insights on making Ideas happen, FastCompany oppure riflessioni di quella bellissima persona che si chiama Maria Popova su BrainPickings.

La maggior parte di questi blog, risorse, chiamateli come volete, parlano del set up e dell’organizzazione ideale della vostra giornata. In realtà quelli che preferisco sono quelli che hanno titolo (sempre uguale) all’insegna di “What powerful people do before 8 in the morning.”

 

Ho avuto ottimi spunti da contenuti come questi, non lo nego. Ma mi è rimasta impressa una frase di questa amica che mi ha confidato:

“Dopo una settimana di lavoro frenetico, di progetti che non sai se troveranno un sbocco o meno, di bastoni fra le ruote e di quella percezione – estremamente concreta – che tutto impiega più del dovuto per realizzarsi, sai cosa mi rende veramente felice? Pulire casa.

Perché in due ore ho davanti a me il risultato dell’impegno che ci ho messo.”

Io odio pulire casa, lo faccio solo quando è estremamente necessario.

Ma mi sono resa conto che ci sono dei momenti zen che mi permettono di arrivare allo stesso risultato. Di cambiare di netto la velocità che a volte di investe come un treno in tutto ciò che riguarda la tua giornata lavorativa. 

I miei momenti sono:

  • lavarmi (lo so ma è vero, quando si sta in bagno c’è quella botta di relax assoluta)
  • lavare i piatti, perché il massimo livello di concentrazione è legato a: evitiamo di rompere tutti i bicchieri che è meglio
  • cucinare, soprattutto i dolci. l’idea di fare un dolce con misure fisse, precise, un ricetta vincolata e porre l’unica attenzione a come amalgami gli ingredienti, le temperature i piccoli dettagli

In questi momenti scattano epifanie, flusso di coscienza, a volte qualche bella idea. A volte solo il momento di tranquillità.

Ed è un modo di trovarsi uno spazio per un piccolo piacere della vita.

Come quando passeggi in un orto. Perché è qualcosa che sta fuori di te. E puoi scegliere di vivere a due velocità.

“Fa caldo, ma il prugno, l’albicocco, il ciliegio offrono un’ombra dove dorme anche il tavolo da ping-pong inutilizzato. (…) Vorremmo limitarci all’ombra. Ma il sole filtra tra i rami con un’implacabile dolcezza.”

(Philippe Delerm, La Prima Sorsata di Birra e altri piccoli piaceri della vita)