Diario

Fa’ tutto ciò che puoi in un modo insolente

Fare propositi per l’anno nuovo non mi è mai piaciuto. Preferisco l’idea di un atteggiamento positivo per trarre il meglio da ciò che ti accade, anche se non so se questo abbia – davvero – funzionato meglio di altro negli ultimi anni. Solo quest’anno ho deciso di partire da un paio di elementi ‘basic’ per riordinare un po’ la situazione e dare una forma a molte cose.

propositi-anno-nuovo-2016

Ho ripensato ad alcune cose che sono andate molto bene nel 2015, come il corso di stile di Anna Turcato a Milano (qui c’è un post molto bello in cui racconta molto di quello che è successo a lei quest’anno, e qualche novità per l’anno prossimo), il fatto di aver ricominciato a prendere in mano il progetto CoderDojo a Brescia e aver sentito di nuovo l’entusiasmo di altre persone che credono in questa idea e aver ricominciato a leggere con quella passione strana che ti fa restare attaccato a un libro per vederne i lati oscuri e nascosti oppure perché non vedi l’ora di capire come vada a finire, e in modo alternativo ma non esclusivo. Devo questo ultimo piacere a Camilla a al BookaterClub.

Ho deciso che ci sono almeno una manciata di miglioramenti e progetti che mi interessano per il 2016, appena iniziato:

  • Riprendere a scrivere in modo costante, visto che questo blog è rimasto totalmente silenzioso per un anno e non sono riuscita a scrivere praticamente nulla nemmeno su Non Siamo Di Qui (l’altro piccolo blog musicale, aperto da tanto, con due cari amici)
  • Risistemare con calma questo blog (come potete vedere anche da questo post che sembra sia stato editato con una zappa, dato che mi è completamente sparito l’editor visuale di WordPress)
  • Partecipare a un challenge al mese: perché diavolo almeno per un mese alla volta ce la posso fare, anche se tendo spesso ad avere il blocco di produttività, la lentezza di un bradipo e sovrapposizione di mille progetti. Il primo che ho visto è il 31 day drawing challenge di Lisa Congdon.

I desideri per l’anno che è appena iniziato non mancano, devono ancora vedere la luce insieme ai biscotti ricoperti al cioccolato che domani porterò a una cara amica, alla possibilità che finalmente nevichi (perché si: mi manca la neve) e a quel simpaticone di Rob Brezsny che ha riassunto in una frase tutto ciò che è accaduto negli ultimi 20 mesi, più o meno.

E quindi si ricomincia da qui, e in modo un po’ più insolente di prima.