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Digital Detox Challenge con Punkt. – Via!

Digital Detox Challenge: vivere 48 ore senza smartphone. Ecco la proposta che ha lanciato Punkt. – azienda svizzera di design electronics – e che mi ha spinto a iniziare (oggi) due giorni di utilizzo alternativo, per così dire, degli strumenti di vita e di lavoro.

I dettagli della “sfida” del Digital Detox Challenge sono raccontati sul sito dell’azienda, che da diversi anni produce oggetti funzionali di elettronica e di design pensati per chi ha una vita indirizzata dalle proprie scelte, che non si adatta alle regole semplificate e spesso caotiche dalla tecnologia che ci circonda. È una filosofia, in realtà, abbastanza basilare, facilmente condivisibile e molto utile. Un’idea rivolta (come loro stesso dicono) alla possibilità di apprezzare di più molte cose della vita che, forse, gli strumenti “always on” ci fanno lasciare in un angolo.

Ed è proprio in questa direzione che Punkt. ha pensato l’ultimo dei suoi prodotti l’MP 01 Mobile Phone: un cellulare “cellulare”. E basta. Un telefono pensato solo con le funzionalità essenziali che – appunto – dovrebbe avere un telefono: chiamate, sms, un calendario, sveglia e promemoria. Tutto qui. Lo strumento per ricevere chiamate da altri esseri umani, evitando qualsiasi distrazione che nasce da quel tipo di attività su Internet che è ormai abitudine quotidiana di chiunque abbia uno smartphone.

digital detox challenge punkt. MP 01 mobile phone digital detox challenge punkt. MP 01 mobile phone

L’MP 01 è un esempio di quei cellulari chiamati anche dumb phone: nulla di denigratorio, un modo divertente e chiaro, che condivido, per sottolineare che è uno strumento senza nessuna funzionalità “magica” aggiuntiva spesso promessa dagli smartphone in commercio.

Qui è dove apro – e rapidamente chiudo – uno dei temi che mi stanno più a cuore: il problema dello “smartphone-microonde”. Quando si parla di digital detox infatti entrano in campo automaticamente alcune considerazioni che sicuramente molti di voi avranno già fatto: il problema dell’information overload, la sindrome Fear Of Missing Out (FOMO) e la dipendenza dai social network, pura, diciamo.

Questi tre problemi, oggettivi, sono collegati in modo diretto (forse si potrebbe dire che nascono) dal fatto che uno smartphone è, di fatto, un piccolo computer con noi 24 ore al giorno. Una realtà con cui abbiamo a che fare da poco più di 20 anni (quindi forse stiamo imparando adesso, in ritardo, a gestire davvero bene la faccenda). Ma oltre a tutti gli strumenti base, uno smartphone raccoglie anche tutto il possibile e l’immaginabile per occupare il tempo libero: una serie di attività di gioco ma anche di approfondimento che in realtà non erano mai state associate prima ai quelli che potevano essere i momenti morti della giornata, il tempo libero vero e proprio, o perfino una vacanza. È per questo che parlo di “smartphone-microonde”: ci manca solo che faccia i toast per colazione.

Per fare un esempio stupido, ma che in effetti mi ha fatto riflettere un po’, quando avevo un po’ di tempo libero alle superiori (o nei primi anni di università) non mi è mai venuto in mente di andare a fare un picnic, o a fare una passeggiata, e portare anche il portatile. Sembra un discorso in parte assurdo perché il cambiamento delle abitudini sociali e la diffusione della connettività mobile (le reti 4G in pratica) hanno creato un nuovo mondo che non può essere paragonato con qualcosa che c’era prima. Però possiamo essere noi (dovremmo) a scegliere come adattarci in modo corretto e sano.

In questi due giorni, proprio 48 ore, ho deciso quindi di munirmi di iPad e reflex (la vecchia, cara, affidabile D80) per cercare di ricreare, il più possibile, un ambiente di effettivo digital detox da Internet, nel 2016, cercando di mantenere un contatto sano con il resto del mondo in base alla lista di cose che ho in programma da fare e, in ogni caso, a un lunedì lavorativo che mi aspetta, impegni compresi e già precedentemente pianificati.

Tra le prime scelte quella di usare il computer come strumento per accedere a Internet al mattino e alla sera, spostare dalla camera da letto qualsiasi disturbo visivo che non sia appunto il cellulare in questione (visto che non ho un’altra sveglia affidabile in questo momento) e pianificare, in modo super dettagliato, la sera prima, i tragitti e i percorsi che devo fare. La sfida più difficile, in questo senso, sarà quella di usare l’iPad – lo strumento con la connessione a Internet – solo per delle necessità di lavoro (mail in sostanza), e per ascoltare musica. Senza l’utilizzo di social network, ma anche senza strumenti di geolocalizzazione (ciao ciao Google Maps) o ricerca rapida di informazioni.

Ecco: questo è il momento ufficiale in cui mi fate tutti un in bocca al lupo!

digital detox challenge punkt. MP 01 mobile phone

Se volete approfondire qui ho messo alcune risorse utili sul tema del digital detox: