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L’amore è eterno finché non risponde – Ester Viola

“Vale il prezzo, avere quello che vuoi? È sensato perdere tutto per accontentarsi di una parte? No, però succede.”

Ci siamo: ho finito L’amore è eterno finché non risponde di Ester Viola. E insomma. È un libro su cui avevo molte aspettative, mi è piaciuto ma mi ha un po’ deluso. Forse perché seguo da tempo Ester Viola su Twitter e su IL e mi aspettavo qualcosa di più tagliente. Un bel libro da leggere tutto d’un fiato, in una giornata, con molte risate, ma che non riprenderò più in mano.
A me piace avere lo spazio, la libertà, di immaginare, fantasticare, scoprire tutto, di ogni personaggio. E in questo caso non è successo.

Cosa succede nel libro? La protagonista è Olivia, avvocato divorzista, vive a Napoli, ha 32 anni ed è quel tipo di donna più insicura e dubbiosa del necessario che cerca di restare a galla dopo una sciagura sentimentale “allenandosi nello sport estremo dell’abbandono”. Avete capito bene. La classica sindrome del “sono sicura di quello che succederà” e poi succede matematicamente un’altra cosa. Il libro racconta le possibilità più o meno facili, realistiche, definitive che le si presentano per trovare di nuovo l’amore. Anzi: per fare in modo che l’amore trovi lei.

L'amore è eterno finché non risponde - Ester Viola

La parte più divertente del libro è quella in cui Olivia cerca, disperatamente, di trovare una logica nel comportamento degli uomini, nel capire le risposte e i messaggi che le arrivano o i silenzi che si creano tra una mail e un messaggio su Facebook. Un tira e molla quotidiano tra quello che vorresti rispondere e quello che vorresti lui dica. Considerando la fantasia maschile: le aspettative saranno sempre molto più alte del sopportabile.

In tutto questo ci sono le amiche di Olivia, in realtà quel mix di amiche che tutte vorremmo avere. Come l’amica troppo buona perché ti dica anche una sola volta qualcosa che sarà utile per la prossima, l’amica un po’ troppo stronza che per fortuna ti dice davvero tutto per non lasciarti nel limbo.
Ovviamente nessuna delle amiche serve a parare i colpi: per quello servirebbe la magia nera.

E poi ci sono le storie dei clienti: le coppie super benestanti pronte al divorzio che si affidano allo studio di Olivia, con sindrome tipiche da mariti e mogli lascianti e lasciati. Con comportamenti veloci, irritanti e poco convinti proprio come sui social network. E per questo estremamente divertenti. Insomma persone “da” Facebook: quel posto dove le mogli trovano le chat incriminanti dei mariti con le amanti (in effetti sono soprattutto le mogli, quelle che indagano, sarà che i mariti sono più pigri?).

“Eccolo, Facebook: dal 2009 i miei clienti lo nominano puntualmente entro i primi cinque minuti di ogni primo appuntamento. All’Inferno, il pallino è sempre verde.”

Il punto forte del libro sono le chat: i famosi messaggi di risposta. Tra lei e lui, lei e le amiche, lei a l’altro. Il fatto di trovare la chat scritta direttamente, da leggere come se fosse uno smartphone, ti fa immedesimare nel personaggio. Perché alla fine capisci dalle parole scritte anche quello che non viene detto. Senza la necessità di avere un narratore che ti aiuta a sciogliere i nodi del racconto.

Allo stesso tempo grazie alle chat, ai messaggi, ai dubbi e alle insicurezze semplici di Olivia ci si avvicina alla domanda centrale: la sete di capire di più di ogni risposta, di sapere di più di quello che ci viene detto, di disegnare un significato anche dove anche solo cercarlo sarebbe un suicidio. Quel tipo di comportamento che tutti, sul serio tutti, abbiamo avuto: per esempio controllare tutte le foto fino a dieci anni fa della nuova fiamma del tuo ex. Il problema delle seghe mentali.

Poi gli eventi veri, incasinati, tra un messaggio e l’altro, sono la parte che mi ha rallentato la lettura. I dubbi di Olivia, il malessere e la sana critica più o meno esplicita degli agenti esterni (colleghi, amiche stronze ma sincere, genitori, vicino di casa, perfino i tassisti) sono più interessanti di quello che accade nel concreto.

È questa, forse, la morale amara e concreta del libro. O forse solo io l’ho immaginata così. Essere innamorati è semplice, straziante ed estremamente faticoso, essere amati è bello, saziante e: altrettanto faticoso. 

“L’ho letto nei libri: cambiare prospettiva. E se non posso essere bella, devo almeno essere meravigliosa. Ma c’è mai riuscita qualcuna?”

Se volete leggere le prime pagine del libro: L’amore è eterno finché non risponde (su IL Magazine).